La Cervicalgia (dolore alla cervicale)

La Cervicalgia (dolore alla cervicale)

Una delle motivazioni più frequenti per cui una persona richiede una seduta osteopatica è La cervicalgia, uno dei disturbi più diffusi nel mondo occidentale.

Quindi, scopriamo insieme meglio le cause, i disagi, come rimediare a livello sintomatico (passivo) e come affrontare a livello causale le continue recidive.
Cervicalgia sinonimo di male al collo, torcicollo, brachialgia, volgarmente ho “la cervicale” … etc.
Il dolore al collo, può essere affiancato da sintomi secondari, quali: tensione ed affaticamento muscolare, intorpidimento e formicolio localizzato, debolezza del braccio e della mano, nausea, perdita di equilibrio, mal di testa, emicrania.

Come far fronte a livello sintomatico ?

Più strade possono portare alla riduzione della sintomatologia:

  • Calore e riposo
  • Utilizzo di farmaci, pomate, rimedi, in cui già dalla prima assunzione vedo miglioramento
  • Il massaggio, può aiutare quelle zone contratte e rigide ad alleggerirsi, ammorbidendo e irrorando i tessuti interessati
  • Trattamento fisioterapico, in cui vengono utilizzate delle tecniche articolari, delle mobilizzazioni, che, insieme al massaggio, con­-partecipano al miglioramento locale della circolazione, mobilità e sintomatologia
  • Trattamento osteopatico, riportare e sostenere l’organismo in questo processo di malattia (sintomo), verso l’equilibrio, verso l’omeostasi, attraverso un bagaglio di tecniche manuali, osteo-articolari, viscerali, cranio-sacrali, fasciali, etc (vedi Osteopatia Classica)

Se la persona inizia a stare bene, con qualche seduta e torna alla sua vita normale, dimenticandosi dell’accaduto, non avrà molto interesse a indagare per quale motivo le è venuto quel sintomo.
Nel caso in cui, invece, continuasse ad aver dolore, o ciclicamente cervicalgia o mal di testa o fosse particolarmente curiosa nel conoscere l’origine di questi disturbi, si aprirebbe l’occasione di verificare che quei sintomi parlano di lei e del suo vissuto.

Inizia un processo che porterà a trovare risorse, forza e conoscenza da metterla nelle condizioni di poter rispondere alle domande “perché proprio a me?”, perchè in quel dato modo? perchè in quella data zona? perchè in quel dato tempo ?
A questo punto da una terapia sintomatica, dove si è passivi a
ricevere cure, si passa a una terapia attiva-causale, in cui anche
la propria “posizione” cambia, da utente “passivo”, a utente “attivo”,
in cui ci si mette veramente in gioco a comprendere l’origine dei propri sintomi, vedi: Da terapia Passiva ad Attiva e Terapia Attiva